Tessuti
Crepe
Cos'è il crêpe
Il crêpe è una lavorazione tessile, non una fibra e non un tessuto a sé stante. Si ottiene torcendo i filati in direzioni opposte, la cosiddetta torsione S e Z, ed è proprio questa torsione a creare la superficie granulosa, viva, non perfettamente liscia che lo distingue da un tessuto piatto come il popeline o lucido come il raso. Quando si parla di "tessuto crêpe" ci si riferisce quindi a un tessuto ottenuto con questa lavorazione, applicabile a fibre diverse, non a un tipo di stoffa unico. In italiano il termine storico è crespo, e sotto lo stesso nome si trovano varianti come il crêpe de chine, il crêpe georgette (spesso indicato solo come georgette) e il tessuto cady, che condividono la stessa tecnica di lavorazione e la stessa texture di base, ma non lo stesso peso o la stessa caduta.
Come funziona: caratteristiche del tessuto crêpe
Il crêpe può essere realizzato con fibre molto diverse tra loro: seta, lana, viscosa, cotone, poliestere, acetato o mischie. La caratteristica di base, la superficie granulosa e la resistenza alle pieghe date dalla torsione del filato, resta la stessa qualunque sia la fibra: cambiare fibra non cambia il crêpe alla radice. A variare, in base alla fibra e al peso, sono la caduta, la mano e la stagionalità: un crêpe leggerissimo, quasi impalpabile, si muove in modo diverso da un crêpe pesante e strutturato, adatto a capispalla o pantaloni dalla linea definita. Il nome da solo non indica quindi il peso né la stagionalità del tessuto: per saperlo bisogna guardare la scheda tecnica del capo. Il crêpe, inoltre, non va considerato elasticizzato per definizione: se un capo si adatta al corpo con elasticità, quasi sempre è presente dell'elastan nella composizione, non è una proprietà naturale del tessuto.
Per chi funziona e come si usa
La texture del crêpe fa lavorare la luce in modo meno piatto, e questo rende il colore più profondo, soprattutto nei capi in tinta unita. È un tessuto che non aderisce come un jersey e non riflette come un raso: la superficie non liscia aiuta a leggere la figura in modo più continuo, senza i punti di luce netti che certi tessuti lucidi creano sul corpo. Va bene tutto l'anno, a patto di scegliere la fibra giusta: leggero e traspirante in cotone o seta per la stagione calda, più pesante in lana per l'inverno.
L'approccio STUFF
Nel metodo STUFF il crêpe interessa per la texture, non per l'etichetta. Lo scegliamo quando serve dare profondità a un look monocromatico, o quando una linea essenziale ha bisogno di materia senza diventare rigida. Il crêpe valorizza una buona modellistica, non la sostituisce: se il punto vita o la lunghezza di un capo non sono corretti per il corpo che lo indossa, nessun tessuto risolve da solo il problema.
Domande frequenti
Il crêpe è una lavorazione tessile ottenuta torcendo i filati in direzioni opposte, torsione S e Z, che crea una superficie granulosa e increspata. Il nome deriva dal francese crêpe, a sua volta dal latino crispus, cioè increspato.
Sono tutte varianti della stessa famiglia di tessuti increspati. Georgette e crêpe de chine indicano crêpe leggeri e fluidi, spesso in seta o viscosa; il cady è invece più opaco e con una mano più consistente. La differenza pratica sta nel peso e nella cadenza, non nella tecnica di base, che resta la torsione del filato.
Meno di altri tessuti fluidi. La torsione del filato lo rende naturalmente resistente alle pieghe, ma la resa varia in base alla fibra: la seta richiede più attenzione, il sintetico è più tollerante.
Dipende dalla fibra, non dal nome. Il crêpe di seta o di lana va lavato a secco o a mano; le versioni in poliestere o viscosa tollerano spesso un lavaggio delicato in lavatrice. Va sempre verificata l'etichetta del capo.
Entrambi, a seconda della fibra e del peso. Un crêpe leggero in cotone o seta è traspirante e adatto alla stagione calda; un crêpe di lana più pesante è più indicato per l'inverno