Vocabolario Stuff
Tuta
Cos'è la tuta
La tuta donna è un completo coordinato di sopra e pantalone realizzati nello stesso tessuto, quasi sempre felpa di cotone. Nel linguaggio comune la chiamiamo anche completo tuta, completo felpa o semplicemente coordinato. Non va confusa con la tuta intera (jumpsuit), che è un capo in un unico pezzo, né con la tuta da lavoro.
Il nome ha una storia italiana. Nel 1920, a Firenze, l'artista Thayaht (Ernesto Michahelles) progettò la "TuTa", un abito intero semplice e democratico, e ne fece pubblicare il cartamodello sul quotidiano La Nazione. La spiegazione più accreditata lega il nome a "tutta" senza una T, lettera che richiama la forma del capo. Esistono altre ipotesi etimologiche, ma questa è la versione legata ai materiali del progetto conservati alle Gallerie degli Uffizi.
Felpa garzata e non garzata: cosa cambia
La garzatura è una lavorazione di finissaggio, non una fibra né un tipo di cotone: il tessuto passa in macchinari che sollevano le fibre del rovescio e creano l'interno morbido e leggermente peloso. Felpa garzata (brushed) significa quindi interno felpato. Felpa non garzata (no-brush) significa interno liscio o ad anellini, come nella French Terry. Nel commercio si sente spesso dire il contrario: è un uso improprio.
Garzata non vuol dire più calda in assoluto, né di qualità migliore. Contano anche grammatura, compattezza della maglia e qualità del filato.
È il taglio a decidere, non il tessuto
Felpa non significa automaticamente tuta, e tuta non significa automaticamente sport. Lo stesso cotone felpato cambia lettura a seconda di come è costruito: jogger con polsino e felpa con cappuccio parlano sportivo, pantalone dritto e girocollo pulito sono casual, pantalone palazzo con blazer destrutturato nello stesso tessuto arriva al casual chic. Cappuccio, coulisse in vista, bande laterali e loghi alzano il codice sportivo. Linee dritte, colori pieni e dettagli puliti lo abbassano.
Un limite va detto chiaramente: il blazer sposta il codice, non lo cancella. A una cerimonia o a un evento con dress code elegante, la tuta resta fuori posto.
L'approccio STUFF
Per noi la tuta non è uno stile: è una base. Il coordinato in felpa permette di dosare i volumi sopra e sotto separatamente, e per questo è interessante anche sulle fisicità morbide, nelle taglie dalla 42 alla 56. Ma comoda non significa informe. Una felpa può essere over con spalla e lunghezza studiate, un pantalone può essere morbido senza fare sacco. Se tutto ha molto volume, soprattutto su una statura piccola, è la tuta a portare la persona e non il contrario. E il tono su tono aiuta la continuità, ma non corregge un modello sbagliato.
Domande frequenti
La parola tuta nasce a Firenze nel 1920, quando l'artista Thayaht presentò la "TuTa", un abito intero pensato per semplificare il modo di vestirsi. La spiegazione più accreditata la collega a "tutta" privata di una T, che richiama la sagoma del capo. Solo in seguito il termine è passato a indicare anche il completo in due pezzi.
Tuta e tuta intera non sono la stessa cosa, anche se condividono il nome. La tuta intera, o jumpsuit, è un capo unico che unisce sopra e pantalone. La tuta del Vocabolario Stuff è un coordinato in due pezzi nello stesso tessuto. Curiosità: la TuTa originale di Thayaht era proprio un capo intero.
La differenza tra felpa garzata e non garzata sta nel rovescio. La garzata ha l'interno spazzolato, morbido e leggermente peloso, che trattiene più aria vicino al corpo. La non garzata, o no-brush, ha l'interno liscio o ad anellini, meno volume e spesso una caduta più pulita. Il calore percepito dipende anche da grammatura e compattezza della maglia.
Il cotone garzato non è un tipo particolare di cotone. Il cotone è la fibra, mentre la garzatura è una lavorazione di finissaggio che ne solleva le fibre superficiali. Una descrizione più precisa sarebbe "felpa in cotone con interno garzato". Niente a che vedere con la garza, il tessuto leggero e rado usato anche in ambito medico.
Una tuta in felpa di cotone si conserva meglio se lavata a rovescio, a temperatura bassa e con un ciclo delicato, senza riempire troppo il cestello. Meglio evitare l'asciugatrice ad alta temperatura, che favorisce il restringimento. Per temperature e trattamenti precisi vale sempre l'etichetta del singolo capo.